In quanto bene primario, la qualità dell’acqua che beviamo gioca un ruolo di rilievo nel quadro generale della nostra salute. Cisterne, tubature, acquedotti o piscine sono l’habitat ideale per funghi, batteri e altri microrganismi più o meno dannosi per la nostra salute.

Per fortuna, l’acqua che scorre dai nostri rubinetti viene controllata regolarmente ed è, di fatto, potabile e adatta all’uso alimentare, salvo particolari situazioni. Tuttavia, per garantirne la sicurezza, vengono spesso impiegati dei reagenti, di cui il più comune è il cloro.

Ad alte concentrazioni, però, questi possono andare a intaccare il gusto e l’odore dell’acqua che si consuma, ma anche seccare la pelle o i capelli, rovinandoli. Inoltre, molto spesso la contaminazione avviene a livello locale, a causa di tubature o rubinetteria magari datati.

Sempre più persone, dunque, installano dei sistemi di depurazione, che garantiscono un’acqua più buona da bere, più pura e meno pesante. Il tutto senza dover acquistare di continuo infinite casse d’acqua al supermercato.

Tuttavia, i depuratori hanno bisogno di una manutenzione regolare per continuare a operare correttamente. Anche se in alcuni casi è necessario rivolgersi ai tecnici, sono le operazioni svolte in autonomia a fare la differenza.

A cosa serve la manutenzione?

A prescindere da un utilizzo più o meno intenso, ogni apparecchio o dispositivo necessita di qualche piccolo intervento di manutenzione per continuare a funzionare. Pensiamo alle automobili o alle lavatrici. Nonostante si faccia del proprio meglio per prendersene cura, arriverà comunque il momento di doverci mettere mano.

Nel caso dei depuratori d’acqua, effettuare degli interventi anche solo preventivi, serve inoltre a garantire che l’acqua bevuta continui ad avere un buon sapore. Ma soprattutto, sono fondamentali affinché non si vengano a creare le condizioni per la proliferazione di germi e batteri, che andrebbero a compromettere la qualità dell’acqua che si beve in casa.

Diversi tipi di manutenzione

In base al tipo di impianto installato, la manutenzione andrà effettuata con tempistiche diverse. La regola generale vuole che almeno una volta all’anno si vada ad agire sul depuratore. L’intervento principale consiste nel cambio del filtro che, in base a marca e modello, potrebbe dover essere sostituito una volta ogni 6 mesi o ogni 12.

Nel campo dei depuratori d’acqua, si sente spesso parlare di due tipi di manutenzione:

  • Ordinaria: La cosiddetta manutenzione ordinaria include tutte quelle operazioni che possono essere realizzate sia da un tecnico o direttamente da sé, in completa autonomia. Si tratta, per esempio, della sostituzione dei filtri, già citata in precedenza. Serve a mantenere il depuratore in funzione, garantendo che ciò avvenga in modo ottimale, evitando che possano sorgere problemi.
  • Straordinaria: La manutenzione straordinaria, invece, è necessaria quando, a seguito di un utilizzo scorretto o altre problematiche, parti del depuratore sono danneggiate irreparabilmente. È bene notare che danni simili potrebbero anche essere causati da un periodo troppo lungo di interruzione del servizio, che nella maggior parte dei casi si aggira intorno alle 2 settimane.
    In questi casi, è necessario l’intervento di un tecnico specializzato, poiché potrebbe essere necessario sostituire parti interne all’impianto, controllo dei valori, o anche una sanitizzazione per permettere al depuratore di tornare a funzionare nel modo corretto.

Sanificazione: cos’è e perché è importante

In linea generale, la sanificazione è quell’operazione atta a garantire la sicurezza dell’impianto di depurazione da un punto di vista igienico. È probabilmente uno degli interventi di manutenzione più importanti da effettuare, assolutamente necessaria per assicurarsi che l’acqua bevuta sia idonea al consumo.

Nei depuratori a uso domestico, la sanificazione consiste nell’immettere all’interno dei circuiti idrici un disinfettante specifico. Il tipo di reagente da utilizzare non può essere determinato a priori, per questo ci si rivolge ai tecnici. Loro saranno in grado di stabilire quale prodotto è più adatto in base ai microbi presenti, tempistiche, pH, livelli di cloro, così come dimensioni del depuratore e le sue caratteristiche.

Bisognerebbe effettuare la sanificazione con cadenza regolare, controllando le indicazioni fornite dal produttore sul manuale del depuratore installato. Tuttavia, spesso viene consigliato di effettuare questa operazione ogni qualvolta si desidera ricominciare a utilizzare l’impianto dopo un periodo di inattività prolungato, oppure a seguito del cambio dei filtri.

Depuratori domestici: come prendersene cura

Quelli a uso domestico sono i depuratori più comuni. Questo tipo di sistemi include sia apparecchi più semplici, tra cui filtri montabili direttamente al proprio rubinetto, che impianti più complessi. Tra i depuratori “casalinghi” vengono considerati anche gli addolcitori, dispositivi che rimuovono il calcare o ne diminuiscono il livello.

La differenza tra depuratori e addolcitori è dunque nella loro funzione ultima, avendo da una parte un impianto che rimuove impurità, eventuali sostanze nocive, ecc., e dall’altra un apparecchio che rende l’acqua meno calcarea, quindi più dolce e meno aggressiva su tubature, rubinetteria, così come sul corpo stesso.

Quando si tratta di manutenzione dei sistemi di depurazione, bisogna prendere in considerazione alcuni fattori, i quali andranno a incidere sulle azioni da compiere per prendersene cura al meglio. Bisogna, per prima cosa, stabilire di che tipo di depuratore si tratta, quanto viene utilizzato e la qualità di partenza dell’acqua e la sua composizione, soprattutto nel caso di tubature datate e di composizione del terreno particolari.

In linea di massima, è sempre bene leggere attentamente i manuali e le guide che si ricevono con il depuratore, poiché lì si troveranno informazioni più precise e specifiche per il proprio impianto.

Depuratore a microfiltrazione

Questo tipo di depuratori è tra i più comuni. Come suggerisce il nome, l’acqua viene filtrata attraverso l’uso di una o più membrane, in base al modello e tipologia, eliminando le particelle più “pesanti”. Elimina odori sgradevoli e migliora il sapore dell’acqua trattenendo cloro e le eventuali impurità raccolte nel passaggio dalla rete idrica.

Si possono trovare depuratori a microfiltrazione con membrana di nylon o con filtri a sedimenti e carbone attivo, sempre più popolari. Con i depuratori a microfiltrazione, il cambio dei filtri è più vitale che mai per il corretto funzionamento dell’impianto, che non può esercitare la sua funzione senza filtri efficienti.

Solitamente, sono dotati di membrane a intasamento con una certa capacità per litro. Una volta che questo limite è stato raggiunto, il filtro va sostituito indipendentemente dalle tempistiche indicate, altrimenti il dispositivo smetterà di funzionare correttamente.

Per fare un esempio più concreto, anche se sul manuale è indicato che il filtro va cambiato ogni 6 mesi, se la capacità massima è stata raggiunta dopo soli 2 mesi di uso intensivo, allora va sostituito, prima che si vadano a creare danni più gravi, i quali richiederebbero l’intervento di un tecnico.

Per evitare rischi, stabilire il livello di autonomia rimanente e determinare con accuratezza quando è ora di sostituire i vari pezzi, è consigliato l’uso di un contatore o di un apparecchio che permetta di tenere sotto controllo lo stato d’usura di filtri e membrana.

Se il flusso di acqua erogata è diminuito nel tempo e cambiare il filtro non ha risolto il problema, allora è possibile che il proprio depuratore a microfiltrazione sia dotato di membrane aggiuntive, che solitamente vanno sostituite più di rado. Quindi, per risolvere il problema, potrebbe essere necessario sostituire anche queste.

Depuratore a raggi UV

I depuratori a raggi UV utilizzano il potere della luce ultravioletta per eliminare un gran numero di agenti dannosi che potrebbero trovarsi all’interno dell’acqua. A differenza di quelli trattati nel paragrafo precedente, i raggi UV distruggono i microrganismi, quali virus, batteri, e. coli, salmonella, ecc.

Per filtrare, invece, le particelle come quelle del cloro, anch’essi impiegano dei filtri a carbone. L’acqua che si ottiene utilizzando questi impianti è estremamente pura, in quanto, combinando entrambi i sistemi, vengono trattenute le particelle ed eliminati i potenziali agenti patogeni presenti.

In questo caso, bisogna sostituire regolarmente sia i filtri che le lampade UV. Solitamente, queste ultime vanno cambiate dopo 8000/9000 ore di attività. Altro elemento di questi depuratori di cui bisogna controllare lo stato è la guaina in quarzo. Di norma non va sostituita, ma solo pulita dopo ogni intervento. Tuttavia, è necessario verificare che sia del tutto integra e priva di infiltrazioni, crepe o altri difetti.

Depuratori a osmosi inversa

Quelli a osmosi inversa sono i depuratori più utilizzati per uso domestico. Il loro funzionamento va a eliminare diversi tipi di particelle, sia sospese che sciolte nell’acqua. Dalle membrane inserite al suo interno, possono essere trattenuti sostanze come nitrati, calcio, mercurio, sodio, ferro, nickel e piombo.

Tramite il passaggio da questi filtri e la spinta osmotica vengono anche regolati i livelli di sali minerali. Con un residuo fisso più basso, l’acqua è più leggera e il gusto migliora nettamente.

Anche se abbastanza simili ai depuratori a microfiltrazione, i depuratori a osmosi inversa necessitano di qualche piccola accortezza in più durante la manutenzione. Partiamo dai filtri a sedimenti e carbone attivo, che vanno sostituiti, sempre in base all’utilizzo che se ne fa, circa ogni 6/12 mesi.

Per quanto riguarda le membrane osmotiche dell’impianto, invece, la durata è più lunga. Normalmente, si cambiano ogni 3/4 anni, ma se l’acqua depurata ha livelli di calcare molto alti, potrebbe essere necessario anticipare la sostituzione a 2 anni.

In caso di danni e per la manutenzione generale della pompa e delle valvole, è meglio rivolgersi a tecnici specializzati.

Altri tipi di impianti

Andiamo a vedere gli accorgimenti da seguire e quali interventi si possono effettuare in autonomia su altri sistemi. Spesso accomunati ai depuratori, troviamo gli addolcitori, già citati in precedenza.

Abbassando la concentrazione di calcio e magnesio, così come di altri elementi, rendono l’acqua meno “dura”, dandole un sapore più dolce. Funzionano in modo completamente automatico e hanno generalmente bisogno di meno manutenzione rispetto ai depuratori citati in precedenza. Prendendosene cura nel modo corretto, un addolcitore può durare addirittura anni, rivelandosi un ottimo investimento.

Eseguire un controllo mensile è il metodo migliore per preservarne il funzionamento. Durante questi piccoli interventi è bene ricordarsi di:

  • Verificare che il sale nell’apposito serbatoio sia sufficiente, Il livello deve essere sempre mantenuto sopra la metà della capacità totale.
  • Pulire la cartuccia lavabile del filtro (dovrebbe essere sostituita se si riscontrano problemi o danni e in quel caso è consigliabile contattare un tecnico)

Un altro tipo di depuratori sono i frigogasatori, i quali combinano le capacità filtranti a un sistema che va a gasare e a refrigerare l’acqua. Si tratta di sistemi più complessi, di cui bisognerà prendersi cura seguendo alcune delle accortezze indicate in precedenza.

Inoltre, sarà anche necessario sostituire la bombola di CO2. Un buon indicatore per capire quando occuparsi di questa operazione è dato dalla graduale diminuzione della gasatura dell’acqua prodotta.

Depuratori d'Acqua

Filtri per piscine

Oltre a quelli per uso domestico, in commercio sono presenti un ampio numero di depuratori più potenti. Ricordiamo i sistemi utilizzati nella ristorazione, negli uffici o negli ospedali. Particolare attenzione meritano quelli utilizzati per le piscine, che richiedono controlli ancora più specifici da eseguirsi con una certa costanza.

Mantenere l’acqua della propria piscina sicura, infatti, è fondamentale per evitare la proliferazione di colonie di batteri o di agenti patogeni, al di là che si tratti di impianti pubblici o privati. In questo caso, si dovranno utilizzare reagenti chimici appositi, tra cui i principali sono disinfettanti, regolatori di pH, antialghe e flocculanti.

I primi interventi riguardano comunque la pulizia e il ricambio dell’acqua. Per le piscine private, è consigliabile effettuare almeno un cambio completo dell’acqua prima di utilizzarla, a inizio stagione. Si può approfittare della piscina vuota per una pulizia più profonda. Quando la piscina sarà nuovamente piena, invece, ogni settimana andrebbero puliti fondo e pareti laterali.

Lo stesso vale per la pulizia dell’acqua in superficie, nonostante le tempistiche di questa dipendano principalmente dal posizionamento della piscina. Se si trova in prossimità di alberi, per esempio, sarebbe meglio rimuovere le foglie cadute appena si notano.

I valori di pH e cloro, in una situazione ideale, andrebbero controllati settimanalmente, utilizzando gli appositi kit in commercio. Le stesse tempistiche valgono per i filtri che, in base a modello e funzione, potrebbero dover essere o sostituiti oppure, semplicemente, puliti.

Controlavaggio dei filtri per piscine

Il controlavaggio è quell’operazione da effettuare per eliminare le impurità raccolte dal filtro durante la sua attività. Si effettua invertendo la circolazione dell’acqua, in modo tale che tutto il materiale di scarico venga rilasciato nelle fogne o comunque al di fuori della piscina, non andando a intaccare la qualità dell’acqua presente al suo interno.

Le tempistiche e modalità cambiano in base al modello dell’impianto, alla sua grandezza e alla frequenza con cui viene utilizzato. Nel caso di piscine private, il controlavaggio andrebbe effettuato una o due volte a settimana.

Anche se le indicazioni cambiano, in generale, per eseguire questa operazione si deve fermare l’elettropompa, selezionare la funzione “Lavaggio” e rimettere in funzione la pompa appena spenta. Dopo questa operazione, che può richiedere diversi minuti, si dovrà nuovamente disattivare l’elettropompa ed eseguire un risciacquo, un’altra funzione delle funzioni disponibili nella maggior parte degli impianti, riattivando il tutto.

Dopo queste due fasi, è necessario riportare la pompa al suo stato di partenza, cioè quello di filtraggio, sempre riavviandola.

Consigli aggiuntivi

Sulla base del tipo di depuratore posseduto, ci sono altre piccole accortezze che possono garantirne il corretto funzionamento. Per prima cosa, quando si effettua la manutenzione sull’impianto, si dovrebbe anche pulire a fondo il rubinetto, o qualsiasi altro punto di erogazione, a cui esso è collegato.

Infatti, più che nel depuratore stesso, è in questi luoghi che il rischio di proliferazione di batteri, funghi, ecc. è più alto. Una semplice pulizia con i tipici detergenti è sufficiente in un contesto quotidiano, ma in questi casi, potrebbe essere meglio procurarsi prodotti professionali e andare a pulire più in profondità.

Un altro consiglio è quello di sostituire filtri, lampade e membrane prima che queste raggiungano il loro punto di usura o intasamento. A lungo andare, ciò potrebbe portare alla rottura di parti interne del depuratore oppure, semplicemente, a un calo generale delle prestazioni.

Nello specifico, per i depuratori a osmosi, un ennesimo accorgimento è quello di non lasciare il disinfettante utilizzato troppo a contatto con le membrane, poiché molto delicate e potrebbero rovinarsi o, addirittura, bruciarsi completamente.

L’ultimo consiglio è quello di annotare da qualche parte quando si sono svolti i vari interventi. Così facendo, è più semplice tenere traccia delle tempistiche, evitando di dimenticarsi di sostituire, per esempio, quegli elementi che hanno una longevità maggiore, come le membrane.

Conclusione

A spingere verso l’installazione di un depuratore è la necessità o la semplice volontà di bere acqua più pulita e sicura. Tuttavia, se non ci si prende cura del sistema in modo adeguato, ogni sforzo e investimento iniziale andranno perduti, risultando praticamente inutili.

Gli interventi da svolgere in autonomia possono fare una grande differenza per la longevità del depuratore, assicurando che tutto funzioni al meglio e che continui a essere così per molto tempo. Allo stesso modo, non si possono trascurare quegli interventi che devono essere eseguiti da un tecnico, perché qualora non fossero eseguiti tempestivamente, i sistemi possono incorrere in danni peggiori e, in alcuni casi, irreparabili.

Per effettuare ogni cambio con le giuste modalità e nei tempi corretti, il metodo migliore è studiare attentamente e conservare i manuali che arrivano con l’impianto, in quanto ogni brand e modello possono avere caratteristiche particolari.

Federica Maccari

Federica scrive per Toptencasa.it ed è una professionista con esperienza pluriennale nei settori Casa, Lifestyle e Design. Ama le belle storie raccontate bene e sogna di avere giornate da 30 ore per potersi dedicare a tutte le sue passioni, tra cui le principali sono leggere, scrivere e disegnare.

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